in Ego

Cattivo

“Mi dispiace…capisco che è dura.” – dico.
Ma poi stringo le labbra in una smorfia di disappunto e intanto penso: “non me ne frega un cazzo, tu dov’eri quando ero io a stare male eh ?”.
Continua a parlarmi dei suoi problemi ma vorrei solo cambiare argomento, trovarmi altrove.

Dormire ecco. Vorrei dormire e non svegliarmi che in un tempo indefinito, o in un momento senza senso: la memoria insulsa di un sabato mattina di sole, davanti a casa una Fiat 124 verde appena lavata, l’odore dello shampoo.
Mio padre regge mia sorella su una bicicletta troppo alta per lei che piange ed ha paura di cadere, ma nessuno sembra accorgersi di questo. Tanto meno chi sta dietro la macchina fotografica.
Mio padre ha quasi la mia età.
Cosa ti passa per la mente ? Hai anche tu quei pensieri sciocchi che accompagnano ancora oggi le mie giornate ? Le vie di fuga dalla realtà ? Siamo un dovere al di là della doverosa retorica ?

Mia sorella ora è più grande. È nella sua piccola cameretta, col suo piccolo armadio, il piccolo comò.
Sta pensando al suo piccolo mondo, ai suoi sogni, i suoi fiori disegnati, i pupazzi appoggiati che guardano coi loro grandi occhi che non parlano.
Cosa ti riserverà il futuro ? E cosa vedi quando guardi quel ragazzo che dorme nella stanza di fianco alla tua, che a volte è un po’ crudele con te ma che non sa come parlarti, che ti osserva mentre muovi i tuoi primi passi là fuori e non riesce a vivere il tempo che vivi e nemmeno il suo ?
Forse se fossi nata prima tu, ci sarei stato io al tuo posto e tu avresti avuto una stanza più grande, un armadio enorme, una scrivania come si deve.
Forse avresti saputo mettere meglio a frutto le energie, le sostanze spese invano per me.
Sai quel volo rasoterra che facciamo ? Io lo so che non mi solleverò mai ma credo in qualche modo di essere responsabile del tuo volo.

A volte penso di non essermi meritato nulla di ciò che ho avuto e che le speranze riposte in me, siano state solo il solito sogno del primogenito di sesso maschile.
Che errore ! Non ho fatto niente, non ho creato niente, non sono nemmeno utile alla piccola società nella quale mi trovo a vivere.
Ne divento consapevole ogni giorno che passo qui, ogni giorno di più. E mi sembra di aver rubato la vita a qualcuno, di non aver dato scelta a nessuno.

Mia madre continua ad amarmi incondizionatamente. Non mi capacito del perché.
Nonostante tutto non posso non vedere sul suo volto, tanto meno sentire le sue parole che esprimono la “più grande delusione nella mia vita”. Qui lo so il perché. Se sapesse come mi sento io…
Ha uno specchio con delle fotografie dove il tempo si è fermato come se fosse in attesa che i suoi sogni corrispondessero alle mie scelte.
Manca il mio presente ed il futuro non ci sarà. Per nessuno.

Ma io vedo ancora quella luce di quel sole accecante in quel sabato mattina e soprattutto me che sto per partire in bicicletta verso il centro……………

ma poi resto lì fermo per sempre.

Non sono mai partito e la vita che credevo potessi trovare è forse rimasta laggiù o forse non è mai esistita.

Qualcuno ha detto che quando non guardi qualcosa che sapevi essere lì, questa cosa semplicemente non c’è ed appare altrove.
Sento il mio viso indurirsi ed un’onda sale dal mio stomaco fin su negli occhi asciutti e Dio sa quanto vorrei piangere in questo momento. Ma io non ho nemmeno più questa capacità e nemmeno il diritto. Perché io sono cattivo.

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