Se non spari non sei americano ?

La prima cosa che mi verrebbe da pensare è che “gli americani sono tutti pazzi”.

Io non lo so se da una guerra, specie se ingiusta, possa o meno scaturire qualcosa di buono in mezzo alla morte ed alla devastazione.

Però quando dovesse succedere, ecco che trovi sempre qualcuno o qualcosa pronto a riportarti coi piedi per terra. E la terra ti dice: non c’è fine al peggio.

Così quando un poliziotto, forse proprio grazie alla sua esperienza in guerra pensa di poter avere una sua idea di ciò che può essere pericoloso o no, gli viene ricordato che la cosa più ragionevole da fare è: nel dubbio, spara.

non hai dubbi ? spara lo stesso.

Ecco perché la prima cosa che mi verrebbe da pensare è che “gli americani sono tutti pazzi”, ma poi è innegabile che chi non ha sparato è anch’egli americano.

Chi è stato ucciso dagli altri due poliziotti intervenuti successivamente (quelli del “nel dubbio – anche senza –  spara”), è anch’egli americano (statunitense, ok).

E come loro tutti quelli che si oppongono nei fatti o nel pensiero a questo modo di vivere ai tempi del far west.

Di qui la domanda: ci sarà mai fine al peggio ?

Di qui la mia convinzione che mi porta a considerare le persone prese individualmente e non per un gruppo sia esso etnico, religioso, geografico…

Ok è uno spunto che parte da una notizia brutta ma al contempo foriera di una qualche speranza nel caso venga presa come una voce fuori da questo coro assordante.
E allora… resistiamo.

Sorgente: Poliziotto non spara a nero armato: lo licenziano

Tutto l’amore del mondo

Sciopero dei minatori in Inghilterra (1984-85)

Tutto l’amore del mondo non metterà del cibo sulla tavola.
Tutto l’odio che sento, mai nessun amore potrà raddrizzarlo.

Rovinafamiglie, Homebreakers.
E’ il 1985 e siamo in mezzo al periodo del potere thatcheriano in Inghilterra.
Usciva un LP “Our Favourite Shop” del gruppo degli Style Council e questo era il brano di apertura.
Allora conoscevo poco il significato di questa canzone, ma la sentivo particolarmente.
Sono passati più di 30 anni e tutto si ripete, ma mentre allora c’era ancora una coscienza, qualcosa di vivo, oggi si dà per scontato che tutto debba andare così.
Eppure ancora “c’è vita su questo pianeta”… ed io ancora lotto ogni giorno per tenere acceso il fuoco. 

Buongiorno giornata, come va ?
Mi chiedo, cosa puoi fare per me ?
Dovrei essere arrivato, dovrei essere a guadagnarmi la paga
Dovrei essere tutto quanto e non lo sono
E ci ho provato da solo, ora non c’è più niente che mi tenga a casa
E come ha fatto anche mio fratello devo andarmene per uscire da questa visione.
Li vedi che ti dicono “trasferisciti se non riesci a trovare un lavoro nel tuo paese”.

Quando mi tiro su dal letto, sento il vecchio che s’incazza con Dio e la Madonna per questi trent’anni in una fabbrica e 13 mesi in esubero.
Sì, potrei dire che qualcuno è sfortunato.

Ora le nostre lacrime cadono come pioggia, mentre mamma mi accompagna a prendere il treno con un bacio ed un saluto – “torna a casa nei fine settimana!” – se riesco a risparmiare.
M’incazzo con quell’uomo che ha ideato questo piano economico.

Tutto l’amore del mondo non metterà del cibo sulla tavola.
Tutto l’odio che sento, mai nessun amore potrà raddrizzarlo.

Buongiorno giornata, come va ?
Mi chiedo, cosa puoi fare per me ?
Dovrei essere arrivato, dovrei essere a guadagnarmi la paga
Dovrei essere tutto quanto e non lo sono
E ci ho provato da solo, ora non c’è più niente che mi tenga a casa.
Tutto l’amore e la forza mi è stata portata via da questo Governo.
E li vedi che ti dicono: “trasferisciti se non riesci a trovare un lavoro nel tuo paese”.

Babbo è in cucina che conta le monete
Mamma è in camera che guarda le foto dei suoi ragazzi:
uno è a Londra a cercare lavoro
l’altro a Whitehall a cercare i responsabili di tutto questo.

(Homebreakers – The Style Council – 1985)

Lettere dal Donbass / 1

am

Guerra nel Donbass

Donbass, una regione dell’Ucraina orientale. Un’altra guerra in Europa. Non importa come la vediate, non importa se credete agli uni o gli altri, la verità è che esistono persone che non si arrendono, che non si rassegnano e ancora scelgono un mondo diverso da quello che ci è stato spacciato come “il migliore dei mondi possibili”.

«42, comunque.
A questo punto avrei già dovuto avere la mia risposta alla domanda principale della vita, l’Universo e così via… beh, o almeno avere una famiglia, una casa e la pancia. Invece, per il terzo mese vivo in una cantina fredda, mangio irregolarmente e dormo una volta ogni due giorni. E penso che sia buono.

La nascita di una persona non ha alcuno scopo. Ognuno ha il proprio modo per renderla significativa. Ma il denaro, la fama e l’oro non si possono portare con sé nella tomba, così l’unico valore reale nella nostra vita è ciò che resta dopo di noi. Se non hai reso il mondo un po’ migliore – significa che hai vissuto la tua vita invano. Ma se io non sono riuscito a rendere il mondo un posto migliore, posso almeno impedire ad altri di fare peggio.

Questo è tutto, sto andando al funerale. Oggi è il giorno della nascita e della morte in guerra…»

Alexey Markov – Comunista combattente, Unità 404

(dalla pagina Facebook: Comitato per il Donbass Antinazista)

“Mi vergogno di aver servito dei criminali”. Ufficiale ceco restituisce le sue medaglie Nato.

“Mi vergogno di aver servito dei criminali”.

Una notizia apparentemente senza peso rilevante nel mare dell’informazione che inonda il web ed i giornali.
Eppure è più facile trovare cosa ha mangiato oggi il tal VIP a pranzo che notizie come questa capitatami oggi per caso davanti agli occhi.

La notizia da quel che mi restituisce il motore di ricerca, pare essere stata pubblicata in Italia solo da Il Piccolo di Trieste. L’articolo è del 3 gennaio 2015, ma l’originale in Cechia è uscito prima di Natale 2014 (22 dicembre) ed è evidente come da noi, un paese libero come siamo soliti definirci, la cosa sia passata nel quasi completo silenzio della stampa nazionale.

In fin dei conti non si tratta poi di qualcosa di talmente eclatante da scomodare chissà che cosa, è vero, però proviamo solo un momento a pensare se questo fosse accaduto a casa dei nostri “avversari”; solo se si è in malafede si potrebbe pensare che la notizia sarebbe stata ugualmente ignorata.

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Marek Obrtel

La storia parte dalla famigerata guerra dei Balcani soprattutto quella che ha riguardato il Kosovo ed il protagonista è Marek Obrtel, un ex Ufficiale Medico dell’esercito ceco che all’epoca prestò servizio sotto la bandiera della Nato (così come vi prestò servizio in occasione della guerra in Afghanistan).
Riporto qui sotto il breve testo dell’articolo citato:

Sta facendo molto discutere in Repubblica ceca una storia che ha come protagonista Marek Obrtel, ex ufficiale medico dell’esercito di Praga, impegnato in passato in missioni di peacekeeping in Bosnia-Erzegovina, Kosovo e Afghanistan. Obrtel che, in una lettera aperta, ha chiesto nei giorni scorsi al ministero della Difesa di Praga di riprendersi le medaglie da lui guadagnate durante le operazioni all’estero compiute nell’ambito di operazioni Nato. Un coinvolgimento di cui oggi Obrtel «si vergogna profondamente», ha scritto l’ex tenente colonnello. Questo perchè l’Alleanza atlantica si sarebbe trasformata in una «organizzazione criminale, guidata dagli Usa e dai suoi perversi interessi», la giustificazione di Obrtel, che ha poi chiarito ai media di Praga che l’impulso a riconsegnare le onorificenze è nato «dai recenti sviluppi politici» e dalla sua opposizione alle «politiche Usa verso la Russia, l’Ue e tutti i Paesi liberi».

Altre fonti, ma in lingua straniera se ne trovano, prima tra tutte quella pubblicata in Repubblica Ceca oppure in un sito serbo ma in lingua inglese, per questo forse raggiungibile da un pubblico più vasto e dalla solita Russia Today (RT) nella quale è logico trovare notizie del genere, ma d’altronde loro non sono “liberi” se confrontati a noi, giusto ?

Via libera del governo: si farà il processo italiano contro l’Operazione Condor – Repubblica.it

Non è per niente finita.
Benché ci si affanni a coprire, far finta di nulla, benaltrismo e volemose bbene, i nodi, o meglio le magagne del passato tornano a riproporsi all’attenzione svogliata delle persone ancora assonnata dai festeggiamenti del nuovo anno appena iniziato.

Pinochet (Cile) e Videla (Argentina)

Pinochet (Cile) e Videla (Argentina)

Via libera del governo: si farà il processo italiano contro l’Operazione Condor – Repubblica.it.

[…] una trentina di uomini e donne, di origine italiana, inghiottita nel buco nero dei sequestri, delle torture, delle esecuzioni sommarie spesso portate a termine con voli segreti sull’Oceano Atlantico da dove venivano lanciati nel vuoto i prigionieri, inebetiti dai sedativi. […]

E questa trentina erano solo quelli di origine italiana.
L’articolo, esplicativo come poche volte oramai succede sulle pagine di questa testata (a mio parere) riporta una cronistoria che abbiamo cancellato frettolosamente dalla nostra memoria per gli ovvi motivi insiti in questo testo.
Cosa non si è fatto in nome della Guerra Fredda ? Cosa non si è giustificato per essa, e cosa si sta ancora giustificando in nome della lotta al terrorismo islamico e della Nuova Guerra Fredda in Est Europa ? Per i famosi cortili dello zio Sam, come ci ricorda Chomsky.

Henry Kissinger (Usa) e Pinochet (Cile)

Henry Kissinger (Usa) e Pinochet (Cile)

La verità è che possiamo riempirci la bocca e la mente di parole quali libertà, partecipazione, diritti civili e quant’altro facente parte del dizionario del glorioso e democratico Occidente, ma la storia attraverso le crepe lascia intendere ben altra realtà.

Ma come in quelle vecchie strisce di Disegni & Caviglia, Karol Wojtyla stringeva la mano a Pinochet e Waldheim e di fronte agli eccidi commessi in quei paesi diceva:
“…eppoi in Polonia è peggio.”

Wojtyla in visita a Pinochet

Wojtyla in visita a Pinochet