La chiamano giustizia.

E’ la famosa giustizia italiana:
– una condanna a 18 anni per il magnate Schmidheiny nel caso Eternit, tirata per le lunghe dai due gradi di processo alla Cassazione e che si conclude, come da copione con una bella prescrizione.

– per la Strage di Bologna, Mambro e Fioravanti, responsabili di un atto che causò la morte di 85 persone ed il ferimento di 200, dopo 34 anni sono stati condannati al risarcimento di 2 miliardi e più 100 milioni di euro.

Ora, io sarò pure ignorante in merito, non so, però tra quella prescrizione e l’altra condanna, vedo solo una beffa per chi morì di asbestosi a causa dell’amianto contenuto nell’Eternit e coloro che morirono o furono feriti alla stazione il 2 agosto dell’80 a Bologna.
Nel primo caso abbiamo un colpevole che la fa franca per le lungaggini del nostro sistema giudiziario che protegge chi ha modo di pagare fior di avvocati e tirarla alla lunga, nel secondo si ha un risarcimento che sarà solo sulla carta.

La chiamano giustizia, certo. E tenendo conto poi che è l’unica che abbiamo a disposizione abbiamo solo due possibilità. Vi lascio immaginare.

Alternative

 

 

 

alternativesIl nostro mondo ha posto per tutti.
Vuoi essere alternativo, ti servono alternative ? C’è pronto il gadget da comprare da appuntarti addosso perché ti renda diverso da quella massa informe che sono i consumatori venduti ai “consigli per gli acquisti”.
Combatti il sistema, batti inesorabilmente lo smartphone feticcio con il nuovo prodotto che monta Linux.
E’ vero costa comunque 299 euro però tu non pagheresti qualcosa in nome della lotta dura e senza paura ?
Domani potrai andare in giro anche tu con lo sguardo in stile “blue steel” e quando qualcuno per la strada ti guarderà scuotendo la testa  “gioventù bruciata… dove andremo a finire di questo passo ?”, tu farai quel gesto che scompiglierà le carte del destino mondiale: estrarrai il tuo nuovo Linux-fonino dal quale si sprigionerà un’energia che sconfiggerà tutto il vecchiume ed il conformismo.

Ok, vuoi dare uno schiaffo a Facebook ? Da oggi puoi farlo e ridendogli in faccia per giunta.
Sì perché negli Stati Unti ops Uniti (e dove sennò?) quando vorrai pagare qualcosa, basterà mandare un messaggio ed il gioco è fatto. Chatti e paghi. E magari tu sei convinto di parlare con una tua amica ed invece stai pagando qualcun altro. Il brutto sarà quando litigherai con l’amica per un pagamento inopportuno.
Ah sì, lo schiaffo a FB. Sì perché ci stavano pensando anche loro a questa app, ma… troppo tardi.
Vabbè, cambieranno una virgola e potrete sempre usare la loro.


Ennesima passeggiata per la strada al fine di attirare le molestie verbali. Bari come New York, e chissà se se ne sono accorti del cambio di skyline.
Non è che ora qualsiasi ragazza che cammina per strada lo fa per… “Ci dica, quante molestie ha ricevuto ?”
“Le stesse di sempre ma ora posso parlarne sui social”.
E’ un peccato perché oramai è più importante il gesto in sé, più che il significato che sta dietro.
Eppoi si sa come funziona, se non c’è un aumento della dose, un passaggio ad un discorso più approfondito, tutto diventa normale come un fatto di costume.
Anzi pensate che a me queste passeggiate reiterate che Repubblica non manca mai di pubblicare cominciano a dare sui nervi, tanta è l’inutilità sociale. (*)


L’Huffington Post intanto ci fa sapere che l’antipolitica considera Grillo parte integrante del “Palazzo” e si rivolge a Salvini. Niente di strano, lo sforzo intellettuale non è stato gravoso (ok è stato zero) dato che per tante questioni hanno avuto le stesse posizioni. E’ sempre un’alternativa.
Solo che Salvini con la sua Lega Nord è sempre stata la ruota di scorta forata di Forza Italia / PDL, ma questo serve ricordarlo ? Non in Italia dove è risaputo che la fine del mondo c’è stata innumerevoli volte ed ogni volta riappare l’essere umano dal nulla.


Alla fine lascio sempre la chicca quando sono fortunato e riesco a trovarla.
Stavolta è andata bene ed ecco a voi un caso in cui la realtà è influenzata dalla finzione. Praticamente come avviene sempre.

A Brescello il parroco è andato in processione presso la riva del Po, portando un grande crocifisso per scongiurare la temuta piena in questo periodo di piogge abbondanti in tutta la zona. Come nel film di Don Camillo.
Insomma il Po come Attila, il parroco come un Papa Leone.
Dove sta la cosa divertente ? Da nessuna parte.
Capisco la paura, capisco il raccomandarsi a qualcuno che nonostante tutto da oltre 2000 non ha mai risposto a nessuno senza far ricorso alla fede della risposta, capisco tutto.
Epperò il parroco ha anche aggiunto (giustamente aggiungo io) che “Questi disastri naturali – ha sottolineato il parroco di Brescello – sono colpa anche dell’uomo che sfrutta eccessivamente e in maniera sbagliata il territorio”.
Immagino quindi i dubbi del Redentore con da un lato la pietà verso le persone che risentirebbero malamente di un disastro qual è sicuramente un’alluvione, ed il lato pedagogico dato che se intervenisse a scongiurare la catastrofe non si vede come l’uomo potrebbe trarre un insegnamento. D’altra parte è quasi certo che chi subirebbe il danno potrebbe essere chi non ha colpe in tutto questo.
Che fare quindi ? Forse è per questo che Dio non interviene mai ?
Intanto, riporta la notizia, il fiume ha smesso di crescere e qualcuno si chiede se sia merito delle preghiere. O forse del fatto che la pioggia è meno intensa ed il fiume riesce a svuotarsi meglio ma non importa, ve lo concedo, del resto com’è che si dice ? : la fede salva l’anima.
E pure le cattive coscienze.
Concludendo non è vero che chi non crede agli interventi divini si affida al caso. Il caso non esiste, le cose accadono sempre per un motivo. A volte lo sappiamo e lo accettiamo, altre lo sappiamo ma in fondo non ci piace che sia così. Poi accade anche che qualcosa non la si sappia spiegare, ma non è forse vero che non sapevamo nemmeno spiegare l’eclissi di sole, le malattie e tantissime altre cose ?
Abbiate pazienza e nel frattempo, date una mano a Dio. Magari anche aD IO.

 

(*) Poi quando avvengono queste cose, il mio lato gomblottista mi fa pensare che era proprio l’anestesia che si stava cercando. Il minuto successivo però prevale quello che secondo me è il mio lato razionale ed allora arrivo a pensare che no, non era voluta. L’anestesia è un effetto secondario (e la si lascia fare) di una notizia capace giusto giusto a riempire un trafiletto e farci cliccare perché la “camminatrice” è una ragazza decente e dopo il click ti attende la pubblicità dell’ultima idea per un Natale più vero del vero.
Infine mi rendo conto che non è nemmeno questo che me lo fa pensare, ma è un discorso per il quale varrebbe la pena scrivere un altro post. Lo dico per me eh, un auto-esamino di coscienza insomma.

Ebola, so hot right now !

Qualcuno dice che il peggio non è mai morto, ma è probabile che se anche un giorno proprio dovesse non morirebbe di Ebola.

E’ notizia di ieri 18 ottobre, che una società nord-americana che commercializza microbi sotto forma di peluches, ha esaurito le sue scorte di “virus Ebola”.

ebola-toy

Niente di che stupirsi, dopotutto anche i cheeseburger vanno un casino (come Hansel) poi producono trasmissioni televisive per obesi cronici, però stavolta è un po’ diverso.

Prima di tutto perché la maggior parte delle vittime ha sede in Africa, dove la malattia pare essere scoppiata ed essersi diffusa poi nei paesi civili (1).
Secondo perché mentre alcuni uomini provenienti dai paesi civili si sono ammalati e per questi sono immediatamente scattate le cure o per lo meno il tentativo di cura, per i poveri africani pare che non ci sia null’altro da fare che schiattare.

Dopotutto che pretendono ? Intanto sono notoriamente ricettacolo di tantissime malattie che ci mettono in pericolo di vita e poi, non contenti, ce le portano pure direttamente a casa nel mentre che ci rubano il lavoro (e questo vorrei sottolinearlo).

Intanto noi studiamo una soluzione. Sì perché noi non ce ne stiamo con le mani in mano come fanno loro che ci rubano il lavoro (stanno con le mani in mano ma i nostri padroni li assumono ? boh vabè) e cerchiamo una soluzione a questa malattia.
Per il momento abbiamo trovato il modo di specularci su.
Siamo come i Ferengi di Star Trek, è più forte di noi. Oddìo, in realtà l’han fatto per il nostro bene eh. La società ha voluto giustamente precisare che insieme a questo simpatico virus-peluche col quale puoi sentirti sicuro durante il temporale di notte nel tuo lettone, hai addirittura delle istruzioni per non rischiare di contrarre la malattia.

Tipo che tu coccoli l’Ebola e poi leggi che devi temerla perché è quasi sicuro che ti ucciderà.  Beh dài… ci può stare, no ? Eppoi nemmeno 10 dollari ti costa, che sarà mai ?

Del resto ognuno fa il proprio lavoro, la scienza tenta di trovare un rimedio, gli africani (principalmente) muoiono e lo Zio Sam (solitamente) ha qualcosa da venderti. Ah dimenticavo, poi ci siamo noi che compriamo.

Se le cose vanno come devono andare – e sembrerebbe che già si siano avuti dei risultati incoraggianti dato che addirittura alcune persone ammalatesi di ebola pare che siano miracolosamente guarite – immagino che ci comporteremo come con i farmaci contro il virus Hiv, reclamando il brevetto per non abbassare i prezzi né consentire ad altri di fabbricarne per curare la propria gente.

E’ vero eh, erano girate delle voci che esistesse un farmaco per curare l’Ebola, anzi un dottore ed una missionaria sono stati davvero curati, ma poi ci hanno spiegato che il vero motivo della guarigione era da addebitarsi ad una serie di fattori concomitanti, praticamente pare quasi si sia trattato di un miracolo, un intervento del Creatore che, storicamente è mit uns (2).

Immagino già il rinfocolare dei movimenti padani e/o quelli fascisti che sfrutteranno una volta di più la paura delle nostre pallide genti. Genti vessate da terroristi con richieste improponibili sull’ordine di qualche centesimo d’euro al supermercato. O ancora peggio, con la pretesa di riportarti a posto il carrello dietro pagamento del riscatto di ben euro 1. Ed ora con lo spaccio di calzini infettati con questa balorda arma batteriologica.

Da qualche parte ho letto che nella storia, quando ci siamo mossi da casa per andare in Africa, Sud e Nord America, siamo stati esportatori di epidemie che han quasi distrutto intere popolazioni aiutandoci nella loro sottomissione. Eppure riusciamo nella nostra ignoranza, a temere di dover patire della stessa sorte.
Ma ora basta col disfattismo, rassicuriamoci con il peluche.

La battuta è facile lo so, ma dopo questo mi vien solo da pensare che l’uomo si è fermato ad Ebola.

 

Aggiornamento del 22-10-2014:

Probabilmente i peluches erano troppo poco e del resto nell’era di internet non bisogna ignorare nulla, figuriamoci poi un sito dal nome così… evocativo.

ebola

Vieni anche tu a trovarci sul nostro sito. Ebola, so hot right now !

 

 

 

 

 

 

Note:
(1) i paesi civili sono normalmente compresi tra quelli “occidentali” dove la civiltà è nata col DNA. da non confondere con i paesi civilizzati che, com’è facile intuire, prima dell’arrivo della civiltà erano devastati dalla terribile piaga dal nome “usi e costumi del luogo”. Sia mai !
(2) Gott mit uns, cioè Dio con noi in lingua tedesca, urlo di battaglia prussiano e scritta sulle fibbie dei soldati tedeschi della Grande Guerra e dei nazisti durante la II Guerra Mondiale.