Tutto l’amore del mondo

Sciopero dei minatori in Inghilterra (1984-85)

Tutto l’amore del mondo non metterà del cibo sulla tavola.
Tutto l’odio che sento, mai nessun amore potrà raddrizzarlo.

Rovinafamiglie, Homebreakers.
E’ il 1985 e siamo in mezzo al periodo del potere thatcheriano in Inghilterra.
Usciva un LP “Our Favourite Shop” del gruppo degli Style Council e questo era il brano di apertura.
Allora conoscevo poco il significato di questa canzone, ma la sentivo particolarmente.
Sono passati più di 30 anni e tutto si ripete, ma mentre allora c’era ancora una coscienza, qualcosa di vivo, oggi si dà per scontato che tutto debba andare così.
Eppure ancora “c’è vita su questo pianeta”… ed io ancora lotto ogni giorno per tenere acceso il fuoco. 

Buongiorno giornata, come va ?
Mi chiedo, cosa puoi fare per me ?
Dovrei essere arrivato, dovrei essere a guadagnarmi la paga
Dovrei essere tutto quanto e non lo sono
E ci ho provato da solo, ora non c’è più niente che mi tenga a casa
E come ha fatto anche mio fratello devo andarmene per uscire da questa visione.
Li vedi che ti dicono “trasferisciti se non riesci a trovare un lavoro nel tuo paese”.

Quando mi tiro su dal letto, sento il vecchio che s’incazza con Dio e la Madonna per questi trent’anni in una fabbrica e 13 mesi in esubero.
Sì, potrei dire che qualcuno è sfortunato.

Ora le nostre lacrime cadono come pioggia, mentre mamma mi accompagna a prendere il treno con un bacio ed un saluto – “torna a casa nei fine settimana!” – se riesco a risparmiare.
M’incazzo con quell’uomo che ha ideato questo piano economico.

Tutto l’amore del mondo non metterà del cibo sulla tavola.
Tutto l’odio che sento, mai nessun amore potrà raddrizzarlo.

Buongiorno giornata, come va ?
Mi chiedo, cosa puoi fare per me ?
Dovrei essere arrivato, dovrei essere a guadagnarmi la paga
Dovrei essere tutto quanto e non lo sono
E ci ho provato da solo, ora non c’è più niente che mi tenga a casa.
Tutto l’amore e la forza mi è stata portata via da questo Governo.
E li vedi che ti dicono: “trasferisciti se non riesci a trovare un lavoro nel tuo paese”.

Babbo è in cucina che conta le monete
Mamma è in camera che guarda le foto dei suoi ragazzi:
uno è a Londra a cercare lavoro
l’altro a Whitehall a cercare i responsabili di tutto questo.

(Homebreakers – The Style Council – 1985)

Barboni, Homeless, Clochard

Si è sentito spesso dire da certe parti, che le prostitute operano per scelta. Che so, mancanza di morale, desiderio di svilimento del proprio io, soldi facili ed esentasse per altri. Naturalmente si ignorano bellamente le motivazioni scomode, anche se le motivazioni sono magari frutto di un ragionamento ponderato più o meno difficile. In casi come questi la ponderazione proprio non c’è e se mai dovesse esserci siamo nell’ordine dello 0‰. Non parlo della prostituzione d’alto bordo ché lì c’è da fare un discorso un po’ più articolato.

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Homeless spikes. Magari li credono fachiri.

Questo per dire che ho sentito da altre parti che pure quello del barbone è una scelta di vita. Quali difficoltà ? Quali disgrazie ? Quali impossibilità ? Se non sei riuscito devi impegnarti di più. E se proprio non riesci, c’è la selezione naturale baby !
Ecco, però ora per cortesia vedete di non ciondolare davanti agli occhi eh !? Filare e andate ad appoggiare il culo da qualche altra parte che ci rovinate il paesaggio da cittadina pulita, ordinata, timorata e che ha-voglia-di-fareH !

home1Poi se proprio non ci sentite e lo fate apposta a farci stonare queste feste, noi che già ci sentivamo buoni e migliori, (sì migliori perché è la crescita, bisogna essere meglio di ieri, il trend figliolo.. va su) allora bisogna prendere dei provvedimenti.
Da oggi dormire sulle panchine ! STOP !
Non vi sognate nemmeno di andare a trovare un angolo riparato magari davanti di fianco ad un ufficio pubblico, uno sportello postale o bancario.
Sù, non fate piangere Gesù Bambino.

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Eppoi i barboni… che potrebbero anche radersi se volessero. E gli homeless, no no..troppo simile ad hopeless. Chiamiamoli Clochard, è più chic, più naïf, sembra pure una marca di cioccolatini ! Gradisce ?

 

 

Le fotografie ritraggono installazioni francesi ed inglesi, ma fatti del genere si sono verificati anche qui nel Bel Paese. Un comune francese si era già distinto per aver provveduto a rendere identificabili le persone senza casa facendo loro indossare un simbolo colorato, che ricordano le stelle di David ai tempi dei lager tedeschi. 

Ebola, so hot right now !

Qualcuno dice che il peggio non è mai morto, ma è probabile che se anche un giorno proprio dovesse non morirebbe di Ebola.

E’ notizia di ieri 18 ottobre, che una società nord-americana che commercializza microbi sotto forma di peluches, ha esaurito le sue scorte di “virus Ebola”.

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Niente di che stupirsi, dopotutto anche i cheeseburger vanno un casino (come Hansel) poi producono trasmissioni televisive per obesi cronici, però stavolta è un po’ diverso.

Prima di tutto perché la maggior parte delle vittime ha sede in Africa, dove la malattia pare essere scoppiata ed essersi diffusa poi nei paesi civili (1).
Secondo perché mentre alcuni uomini provenienti dai paesi civili si sono ammalati e per questi sono immediatamente scattate le cure o per lo meno il tentativo di cura, per i poveri africani pare che non ci sia null’altro da fare che schiattare.

Dopotutto che pretendono ? Intanto sono notoriamente ricettacolo di tantissime malattie che ci mettono in pericolo di vita e poi, non contenti, ce le portano pure direttamente a casa nel mentre che ci rubano il lavoro (e questo vorrei sottolinearlo).

Intanto noi studiamo una soluzione. Sì perché noi non ce ne stiamo con le mani in mano come fanno loro che ci rubano il lavoro (stanno con le mani in mano ma i nostri padroni li assumono ? boh vabè) e cerchiamo una soluzione a questa malattia.
Per il momento abbiamo trovato il modo di specularci su.
Siamo come i Ferengi di Star Trek, è più forte di noi. Oddìo, in realtà l’han fatto per il nostro bene eh. La società ha voluto giustamente precisare che insieme a questo simpatico virus-peluche col quale puoi sentirti sicuro durante il temporale di notte nel tuo lettone, hai addirittura delle istruzioni per non rischiare di contrarre la malattia.

Tipo che tu coccoli l’Ebola e poi leggi che devi temerla perché è quasi sicuro che ti ucciderà.  Beh dài… ci può stare, no ? Eppoi nemmeno 10 dollari ti costa, che sarà mai ?

Del resto ognuno fa il proprio lavoro, la scienza tenta di trovare un rimedio, gli africani (principalmente) muoiono e lo Zio Sam (solitamente) ha qualcosa da venderti. Ah dimenticavo, poi ci siamo noi che compriamo.

Se le cose vanno come devono andare – e sembrerebbe che già si siano avuti dei risultati incoraggianti dato che addirittura alcune persone ammalatesi di ebola pare che siano miracolosamente guarite – immagino che ci comporteremo come con i farmaci contro il virus Hiv, reclamando il brevetto per non abbassare i prezzi né consentire ad altri di fabbricarne per curare la propria gente.

E’ vero eh, erano girate delle voci che esistesse un farmaco per curare l’Ebola, anzi un dottore ed una missionaria sono stati davvero curati, ma poi ci hanno spiegato che il vero motivo della guarigione era da addebitarsi ad una serie di fattori concomitanti, praticamente pare quasi si sia trattato di un miracolo, un intervento del Creatore che, storicamente è mit uns (2).

Immagino già il rinfocolare dei movimenti padani e/o quelli fascisti che sfrutteranno una volta di più la paura delle nostre pallide genti. Genti vessate da terroristi con richieste improponibili sull’ordine di qualche centesimo d’euro al supermercato. O ancora peggio, con la pretesa di riportarti a posto il carrello dietro pagamento del riscatto di ben euro 1. Ed ora con lo spaccio di calzini infettati con questa balorda arma batteriologica.

Da qualche parte ho letto che nella storia, quando ci siamo mossi da casa per andare in Africa, Sud e Nord America, siamo stati esportatori di epidemie che han quasi distrutto intere popolazioni aiutandoci nella loro sottomissione. Eppure riusciamo nella nostra ignoranza, a temere di dover patire della stessa sorte.
Ma ora basta col disfattismo, rassicuriamoci con il peluche.

La battuta è facile lo so, ma dopo questo mi vien solo da pensare che l’uomo si è fermato ad Ebola.

 

Aggiornamento del 22-10-2014:

Probabilmente i peluches erano troppo poco e del resto nell’era di internet non bisogna ignorare nulla, figuriamoci poi un sito dal nome così… evocativo.

ebola

Vieni anche tu a trovarci sul nostro sito. Ebola, so hot right now !

 

 

 

 

 

 

Note:
(1) i paesi civili sono normalmente compresi tra quelli “occidentali” dove la civiltà è nata col DNA. da non confondere con i paesi civilizzati che, com’è facile intuire, prima dell’arrivo della civiltà erano devastati dalla terribile piaga dal nome “usi e costumi del luogo”. Sia mai !
(2) Gott mit uns, cioè Dio con noi in lingua tedesca, urlo di battaglia prussiano e scritta sulle fibbie dei soldati tedeschi della Grande Guerra e dei nazisti durante la II Guerra Mondiale.