La macchina del tempo

orologio_interna-nuovaLa solita scena (qui da me) della macchina che si ferma in mezzo alla strada per svoltare a sinistra dove non si può.
Dalla parte opposta arriva un’altra vettura che si ferma per farla passare (!) creando una lunga fila dietro sé perché quella che doveva svoltare sta tergiversando in quanto pare, che stia trafficando con qualcosa di non meglio precisato (stavo passando di fianco e non potevo vedere bene).
Dopo attimi infiniti, la macchina “cortese” inizia a suonare incazzata mentre quella in infrazione passa tranquillamente come tutto fosse normale.

In questo c’è una cosa bella ed una brutta. La bella è che il traffico è ripreso a scorrere, quella brutta è che il teatrino è davvero normale.
Anzi è una metafora di quello che avviene normalmente, appunto, tutti i giorni in questo formaggione che è il nostro bel paese: il “furbo” tenta la furbata per non percorrere 100 metri fino alla rotatoria, il “cortese temporizzato” influenzato dalle feste natalizie si ferma per farlo passare agevolando una scorrettezza e cagionando danno alle altre vetture (se fosse solo per lui dopotutto, perché no ? ma così non è) e poi si arrabbia quando vede che l’altro alla mano si prende l’intero braccio.

La scena cambia: mi trovo dal medico in attesa che sia il mio turno.
E’ un poliambulatorio e quel giorno, forse a causa delle festività, c’è solo il mio che sembrerebbe servire anche i pazienti degli altri (ho capito così ma non sono sicuro).
Il fatto è che la fila è lunga, anche qui.
Arriva una signora anziana accompagnata da una giovane ragazza, forse la nipote o la ragazza del nipote, non so. Parlavano ad un volume tale che anche un sordo come me riusciva a sentire la maggior parte delle cose anche non volendo.
Le riviste del settimanale Sette del Corriere erano così interessanti che dopo aver fatto un paio di foto a degli articoli davvero spassosi di Galli Della Loggia e non ricordo l’altro (per non parlare delle pagine e pagine di pubblicità di orologi, scarpe, vestiti, macchine tutto assolutamente extralusso), non mi rimane altro che guardarmi intorno e sentire i discorsi.

Ad un dato punto la signora anziana, forse spazientita per la lunga attesa, confidandosi con la ragazza dice: “..ma sai, io dovrei solo farmi fare una ricetta per dei medicinali, non devo farmi visitare..”.
La ragazza che le parlava a due centimetri come se dovesse usare dei cartelli scritti, le risponde che la prossima volta, invece di sedersi, doveva andare direttamente a bussare alla porta del dottore ed entrare.
“Tanto la gente è tutta furba e se non stai svelta ti frega” – è stata la giustificazione – “anzi, la prossima volta ti ci porto io”.

La signora con assoluta dignità, le ha risposto che: “no, no, non lo faccio, non si fa così..”
E la ragazza ad insistere e la signora (lei sì) a far resistenza.

Io sono un po’ lento di comprendonio quando si tratta di queste cose. Credo sia una forma di autodifesa per non farmi mettere nei casini o magari di vigliaccheria. Solo dopo mi son sentito tirato, insieme ai presenti presi da quelle letture interessantissime, dentro il gruppo dei furbi che non aspettano altro che un’occasione per fregare gli altri. Del resto eravamo lì ad aspettare perché non sapevamo deciderci chi dovesse essere il primo a fregare il prossimo.
Il pretesto però è quello che mi ha lasciato ancor più basito: la furbizia preventiva.
Allora ho capito che ora è proprio così che va. Basta con questa zavorra della coscienza che ti fa trattenere dal commettere qualsiasi gesto scorretto, qualsiasi offesa verso questa massa informe che è la GGGente.

E ci siamo inventati una specie di macchina del tempo che idealmente ci porta nel futuro ed immaginare che saremo vittime di qualcuno che dovremo colpire in questo momento per poterci salvare adesso. Bella vita, no ? Quale fantascienza… questa è realtà di tutti i giorni oramai.

“Datemi un qualsiasi motivo e farò ciò che vorrei senza problemi” – dico sempre amaramente. E puntualmente eccolo qui il motivo. Del resto accade anche a livelli ben più alti e distruttivi, ma lasciamo stare adesso.

Me ne esco con il morale a terra. Mi ripeto che se queste sono le giovani generazioni, cosa insegneranno ai loro figli, che razza di mondo intenderanno costruire, quale distruggere ? Un deserto. Questa è l’immagine che mi è apparsa. Barbarie. Questa è la futura umanità ? Il pericolo è grandissimo perché i buoni esempi vengono oscurati da tutto ciò che ci fa pensare di vivere in una jungla e che se vuoi vivere devi farti strada con un machete.

L’autoradio trasmetteva “Lament” dei Cure, non sono riuscito a trattenere il magone che sentivo dentro, mentre mi ripetevo: “tanto non lascerò eredi, in fondo è meglio così… che razza di mondo lascerei loro ?”

Ma poi ai margini della strada, c’erano due persone, ognuna sulla propria bici. Si stavano abbracciando, non era per un bacio era un abbraccio. Di quelli che ti dicono: “sono qui, non sei da solo/a”.

Ho continuato a piangere ma almeno le lacrime erano meno amare.

Via libera del governo: si farà il processo italiano contro l’Operazione Condor – Repubblica.it

Non è per niente finita.
Benché ci si affanni a coprire, far finta di nulla, benaltrismo e volemose bbene, i nodi, o meglio le magagne del passato tornano a riproporsi all’attenzione svogliata delle persone ancora assonnata dai festeggiamenti del nuovo anno appena iniziato.

Pinochet (Cile) e Videla (Argentina)

Pinochet (Cile) e Videla (Argentina)

Via libera del governo: si farà il processo italiano contro l’Operazione Condor – Repubblica.it.

[…] una trentina di uomini e donne, di origine italiana, inghiottita nel buco nero dei sequestri, delle torture, delle esecuzioni sommarie spesso portate a termine con voli segreti sull’Oceano Atlantico da dove venivano lanciati nel vuoto i prigionieri, inebetiti dai sedativi. […]

E questa trentina erano solo quelli di origine italiana.
L’articolo, esplicativo come poche volte oramai succede sulle pagine di questa testata (a mio parere) riporta una cronistoria che abbiamo cancellato frettolosamente dalla nostra memoria per gli ovvi motivi insiti in questo testo.
Cosa non si è fatto in nome della Guerra Fredda ? Cosa non si è giustificato per essa, e cosa si sta ancora giustificando in nome della lotta al terrorismo islamico e della Nuova Guerra Fredda in Est Europa ? Per i famosi cortili dello zio Sam, come ci ricorda Chomsky.

Henry Kissinger (Usa) e Pinochet (Cile)

Henry Kissinger (Usa) e Pinochet (Cile)

La verità è che possiamo riempirci la bocca e la mente di parole quali libertà, partecipazione, diritti civili e quant’altro facente parte del dizionario del glorioso e democratico Occidente, ma la storia attraverso le crepe lascia intendere ben altra realtà.

Ma come in quelle vecchie strisce di Disegni & Caviglia, Karol Wojtyla stringeva la mano a Pinochet e Waldheim e di fronte agli eccidi commessi in quei paesi diceva:
“…eppoi in Polonia è peggio.”

Wojtyla in visita a Pinochet

Wojtyla in visita a Pinochet

Alternative

 

 

 

alternativesIl nostro mondo ha posto per tutti.
Vuoi essere alternativo, ti servono alternative ? C’è pronto il gadget da comprare da appuntarti addosso perché ti renda diverso da quella massa informe che sono i consumatori venduti ai “consigli per gli acquisti”.
Combatti il sistema, batti inesorabilmente lo smartphone feticcio con il nuovo prodotto che monta Linux.
E’ vero costa comunque 299 euro però tu non pagheresti qualcosa in nome della lotta dura e senza paura ?
Domani potrai andare in giro anche tu con lo sguardo in stile “blue steel” e quando qualcuno per la strada ti guarderà scuotendo la testa  “gioventù bruciata… dove andremo a finire di questo passo ?”, tu farai quel gesto che scompiglierà le carte del destino mondiale: estrarrai il tuo nuovo Linux-fonino dal quale si sprigionerà un’energia che sconfiggerà tutto il vecchiume ed il conformismo.

Ok, vuoi dare uno schiaffo a Facebook ? Da oggi puoi farlo e ridendogli in faccia per giunta.
Sì perché negli Stati Unti ops Uniti (e dove sennò?) quando vorrai pagare qualcosa, basterà mandare un messaggio ed il gioco è fatto. Chatti e paghi. E magari tu sei convinto di parlare con una tua amica ed invece stai pagando qualcun altro. Il brutto sarà quando litigherai con l’amica per un pagamento inopportuno.
Ah sì, lo schiaffo a FB. Sì perché ci stavano pensando anche loro a questa app, ma… troppo tardi.
Vabbè, cambieranno una virgola e potrete sempre usare la loro.


Ennesima passeggiata per la strada al fine di attirare le molestie verbali. Bari come New York, e chissà se se ne sono accorti del cambio di skyline.
Non è che ora qualsiasi ragazza che cammina per strada lo fa per… “Ci dica, quante molestie ha ricevuto ?”
“Le stesse di sempre ma ora posso parlarne sui social”.
E’ un peccato perché oramai è più importante il gesto in sé, più che il significato che sta dietro.
Eppoi si sa come funziona, se non c’è un aumento della dose, un passaggio ad un discorso più approfondito, tutto diventa normale come un fatto di costume.
Anzi pensate che a me queste passeggiate reiterate che Repubblica non manca mai di pubblicare cominciano a dare sui nervi, tanta è l’inutilità sociale. (*)


L’Huffington Post intanto ci fa sapere che l’antipolitica considera Grillo parte integrante del “Palazzo” e si rivolge a Salvini. Niente di strano, lo sforzo intellettuale non è stato gravoso (ok è stato zero) dato che per tante questioni hanno avuto le stesse posizioni. E’ sempre un’alternativa.
Solo che Salvini con la sua Lega Nord è sempre stata la ruota di scorta forata di Forza Italia / PDL, ma questo serve ricordarlo ? Non in Italia dove è risaputo che la fine del mondo c’è stata innumerevoli volte ed ogni volta riappare l’essere umano dal nulla.


Alla fine lascio sempre la chicca quando sono fortunato e riesco a trovarla.
Stavolta è andata bene ed ecco a voi un caso in cui la realtà è influenzata dalla finzione. Praticamente come avviene sempre.

A Brescello il parroco è andato in processione presso la riva del Po, portando un grande crocifisso per scongiurare la temuta piena in questo periodo di piogge abbondanti in tutta la zona. Come nel film di Don Camillo.
Insomma il Po come Attila, il parroco come un Papa Leone.
Dove sta la cosa divertente ? Da nessuna parte.
Capisco la paura, capisco il raccomandarsi a qualcuno che nonostante tutto da oltre 2000 non ha mai risposto a nessuno senza far ricorso alla fede della risposta, capisco tutto.
Epperò il parroco ha anche aggiunto (giustamente aggiungo io) che “Questi disastri naturali – ha sottolineato il parroco di Brescello – sono colpa anche dell’uomo che sfrutta eccessivamente e in maniera sbagliata il territorio”.
Immagino quindi i dubbi del Redentore con da un lato la pietà verso le persone che risentirebbero malamente di un disastro qual è sicuramente un’alluvione, ed il lato pedagogico dato che se intervenisse a scongiurare la catastrofe non si vede come l’uomo potrebbe trarre un insegnamento. D’altra parte è quasi certo che chi subirebbe il danno potrebbe essere chi non ha colpe in tutto questo.
Che fare quindi ? Forse è per questo che Dio non interviene mai ?
Intanto, riporta la notizia, il fiume ha smesso di crescere e qualcuno si chiede se sia merito delle preghiere. O forse del fatto che la pioggia è meno intensa ed il fiume riesce a svuotarsi meglio ma non importa, ve lo concedo, del resto com’è che si dice ? : la fede salva l’anima.
E pure le cattive coscienze.
Concludendo non è vero che chi non crede agli interventi divini si affida al caso. Il caso non esiste, le cose accadono sempre per un motivo. A volte lo sappiamo e lo accettiamo, altre lo sappiamo ma in fondo non ci piace che sia così. Poi accade anche che qualcosa non la si sappia spiegare, ma non è forse vero che non sapevamo nemmeno spiegare l’eclissi di sole, le malattie e tantissime altre cose ?
Abbiate pazienza e nel frattempo, date una mano a Dio. Magari anche aD IO.

 

(*) Poi quando avvengono queste cose, il mio lato gomblottista mi fa pensare che era proprio l’anestesia che si stava cercando. Il minuto successivo però prevale quello che secondo me è il mio lato razionale ed allora arrivo a pensare che no, non era voluta. L’anestesia è un effetto secondario (e la si lascia fare) di una notizia capace giusto giusto a riempire un trafiletto e farci cliccare perché la “camminatrice” è una ragazza decente e dopo il click ti attende la pubblicità dell’ultima idea per un Natale più vero del vero.
Infine mi rendo conto che non è nemmeno questo che me lo fa pensare, ma è un discorso per il quale varrebbe la pena scrivere un altro post. Lo dico per me eh, un auto-esamino di coscienza insomma.

Renzi a Che Tempo Che Fa: “Non cancelliamo solo l’art.18, ma tutti i co.co.pro”

Edulcorante disinteressato

Edulcorante disinteressato

E qual è il problema ?

Fase Uno:
Elimineranno la parola co.co.pro. ché oramai s’è bruciata non la vuol sentire più nessuno. Oddìo ci sarà sempre qualche cretino, stakanovista della propaganda, al quale non è ancora arrivato il contrordine e continuerà a cantare la cantilena del tipo: “Ahò, l’ha detto Biaggi eh ! No quello delle moto, Biaggi quello che l’hanno fatto fuori, ‘sti comunisti che non se sò accorti che l’Urss è fallita ! Ahò hai capito che ho ddetto ? Fallita ! Era Biagi ? E io che ho ddetto ?”. Seguono coretti da dietro: “Ducce! Ducce! Ducce!”

Fase Due:
Invenzione di un nuovo acronimo per uno status lavorativo identico se non peggiore.
Sarà mostrato a tutti il 5% di convenienza (al ricorrere di condizioni tipo che deve nevicare nel Sahara durante la stagione più torrida) a fronte del 95% tenuto debitamente fuori dai discorsi. Tanto basterà a far dire ai dabbenisti (se in Italia fondassero il Partito Dabbenista prenderebbe almeno il 41% dei voti): “Boh vediamo un po’ come va ? Magari l’azzeccano stavolta. Tanto è tutto un magna-magna. (1)”

Fase Tre:
Dopo poco tempo già non se ne parlerà più, dato che oramai sarà diventato controproducente tirare di nuovo in ballo, sia da destra che da sinistra, i famosi ristoranti pieni.
Il rischio è che a qualcuno venga in mente di fare un piss bucket challenge, ché a quel punto qualche eurino lo tirerebbe su anche quello.

Fase Quattro:
A “malattia conclamata”, qualcuno di quelli che hanno ottenuto il permesso di dirsi “de sinistra, però quella vera eh” (2) comincerà a dire: “forse, dico forse le cose non stanno andando come si pensava.”. Lo diranno pure quelli solo “de sinis…” pardòn, quelli Democratici, ma si riferiranno al fatto che Renzi sarà ingrassato ancora.
Quelli “de destra dura e pura” invece, sputeranno fuoco e fiamme di fronte al popolo, mentre una volta tornati in sede affermeranno che “oh và, tanto quelli hanno sopportato tutto, sopporteranno anche questa!”.
Pure quelli “de sinistra” ma con l’aria corrucciata.

Solo che quello che nessuno di noi si confesserà o meglio farà finta di non sapere, è che invece era proprio così che doveva andare.

Fase Cinque:
I consumi continuano a calare malgrado le file (pagate e non) per l’uscita dell’iPhone 7 (sì, sette) e allora che si farà ? Il Dizionario della lingua Italiana edito dalla Treccani, contiene circa 500.000 vocaboli tra lemmi ed accezioni. L’ultima edizione poi ha aggiunto 1600 parole nuove.
Che ci vorrà ad arrivare a 1601 ?

 

note.
(1) «Tanto è tutto un magna-magna.» Frase ad uso condimento, con quel giusto dosaggio di qualunquismo, finta indignazione ed una spruzzata di “a me non mi fanno fesso”.
(2) «de sinistra, però quella vera eh» Sinistra del PD, l’unica possibile in Italia, dato che SEL o quelle robe lì sono perennemente in trattativa per un posticino da sottosegretario o sottoportaborse. Magari sottoporta e basta.