Via libera del governo: si farà il processo italiano contro l’Operazione Condor – Repubblica.it

Non è per niente finita.
Benché ci si affanni a coprire, far finta di nulla, benaltrismo e volemose bbene, i nodi, o meglio le magagne del passato tornano a riproporsi all’attenzione svogliata delle persone ancora assonnata dai festeggiamenti del nuovo anno appena iniziato.

Pinochet (Cile) e Videla (Argentina)

Pinochet (Cile) e Videla (Argentina)

Via libera del governo: si farà il processo italiano contro l’Operazione Condor – Repubblica.it.

[…] una trentina di uomini e donne, di origine italiana, inghiottita nel buco nero dei sequestri, delle torture, delle esecuzioni sommarie spesso portate a termine con voli segreti sull’Oceano Atlantico da dove venivano lanciati nel vuoto i prigionieri, inebetiti dai sedativi. […]

E questa trentina erano solo quelli di origine italiana.
L’articolo, esplicativo come poche volte oramai succede sulle pagine di questa testata (a mio parere) riporta una cronistoria che abbiamo cancellato frettolosamente dalla nostra memoria per gli ovvi motivi insiti in questo testo.
Cosa non si è fatto in nome della Guerra Fredda ? Cosa non si è giustificato per essa, e cosa si sta ancora giustificando in nome della lotta al terrorismo islamico e della Nuova Guerra Fredda in Est Europa ? Per i famosi cortili dello zio Sam, come ci ricorda Chomsky.

Henry Kissinger (Usa) e Pinochet (Cile)

Henry Kissinger (Usa) e Pinochet (Cile)

La verità è che possiamo riempirci la bocca e la mente di parole quali libertà, partecipazione, diritti civili e quant’altro facente parte del dizionario del glorioso e democratico Occidente, ma la storia attraverso le crepe lascia intendere ben altra realtà.

Ma come in quelle vecchie strisce di Disegni & Caviglia, Karol Wojtyla stringeva la mano a Pinochet e Waldheim e di fronte agli eccidi commessi in quei paesi diceva:
“…eppoi in Polonia è peggio.”

Wojtyla in visita a Pinochet

Wojtyla in visita a Pinochet

Non un banale Natale.

“Zio, non sento più l’atmosfera del Natale… nemmeno l’anno scorso.” –  mi hai detto.
“Benvenuta nel club, piccola.” – ho risposto mestamente accarezzandole il viso.

Avrei voluto dire “nel club degli adulti”, a lei che è adolescente, ma all’ultimo microsecondo non me la sono sentita ed ho omesso qualsiasi riferimento all’età.
Avrei voluto credesse a Babbo Natale per sempre dentro il suo cuore.

Quando parlo di babbo natale non mi riferisco al fatto che c’è un tale che porta i regali, ma alla capacità di sognare qualcosa che vada oltre la nuda e cruda realtà, la capacità di pensare che può esistere altro che ciò che ricopre le cose come una pellicola colorata, che vi aderisce perfettamente nelle forme ma che cela l’essenza, la sostanza, il motivo per il quale siamo qui seduti uno accanto all’altro. E non tutto questo cumulo di roba inutile, queste luci che si spengono allo strappare di un foglietto sul calendario. Come vorrei riuscire ad illuderti ancora per un po’, tu che sarai sempre la mia piccola sognatrice.

Quando ero bambino il periodo natalizio cominciava grosso modo con il giorno dell’Immacolata. A scuola era un’attività frenetica tra cartoncini da glitterare e canzoni da cantare. E l’immancabile letterina ai genitori che accompagnava i regali preparati in classe. Fuori la neve cadeva, pare incredibile eppure…
Mi sembra di essere ancora lì con i luccichini, la colla sulle dita e quel tipico odore che aveva la cancelleria che negli anni non ho più sentito.
Mi sono sempre chiesto se i bambini di oggi sentono le stesse cose che sentivo e che vedevo nei miei compagni di scuola. Magari i miei sono i soliti discorsi dei “vecchi” che pensano di essere sempre gli ultimi eredi di un mondo incontaminato. Dopotutto ogni generazione lo pensa, per cui le cose sono due: o ci sbagliamo e tutti i bimbi sono uguali da sempre, oppure v’è un lento e progressivo declino e noi testimoni immobili di questo decadere ci crogioliamo nell’aver ragione, l’unica cosa ancorché inutile che ci rimane.

Però Natale, dico ma ce l’ha ancora un senso ? E’ strano vedere dei bambini in giro a chiedere un dolcetto o uno scherzetto durante l’infinito periodo  delle feste di Natale.
E non è facile far finta di niente: già dalla metà di ottobre ci pensano le canzoncine in tv le stesse di sempre ed i relativi spot, i panettoni al supermercato, le luci per la strada, la conseguente fregola dei regali da fare per tempo… quel che si può poi.

Dov’è più quell’attesa ovattata, le luci soffuse, le canzoncine cantate piano, la stanza illuminata appena da un albero semplice e dignitoso coi pupazzetti preparati con il das. Io avevo persino un presepe fatto col das insieme a mia madre ed a pensarci ora non la ringrazierò mai abbastanza per questo.

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Dov’è più quell’attesa ovattata, le luci soffuse…

Ma soprattutto a tavola. Finché sei piccolo è normale (almeno dovrebbe esserlo) pranzare assieme alla tua famiglia, a volte ristretta altre volte con alcuni parenti. Poi cambia tutto, cambiano le facce, cambia il numero, cambiano le attenzioni e tutto va molto più veloce.
Strano, no ? Il periodo natalizio è più lungo eppure non ti accorgi neppure di esservi passato attraverso.
Non parlo dei preparativi di rito, quelli d’obbligo, parlo proprio di viverlo. E non importa la retorica natalizia del siamo tutti più buoni, dell’amore generico quello un tanto al chilo, la lacrimuccia davanti alla tv per quelli più sfortunati di noi (zitto e  ringrazia che non stai come loro. Ancora) seguite dalle immagini delle vacanze dei vip, le associazioni Onlus, no profit, fair trade, solidal, Jesus-friendly, che ti chiedono di togliere un poco al niente che hai, per capirci.

Io mi sento male. Tutte le volte in questo periodo, man mano che si avvicina il 25 che dura un soffio, il dolore aumenta con l’avvicinarsi di questa fiacca apoteosi.
Come le miccette fallate, i piccoli petardi rossi, forse la prima cosa “Made in China” che la mia mente ricorda (ma poi erano davvero cinesi?). Finita la miccia…pffff.

Lo so che i miei sono quei dolorini tipicamente “borghesi”, quelli che c’è ben altro per cui stare male, però dentro lasciano un vuoto, un’angoscia che si mescola a tutti gli altri dolorini che hai durante i restanti giorni dell’anno.

Sono andato alla ricerca di quel vecchio natale quello che una volta era, almeno per me ed ho capito che non posso tornare indietro, non rivivrò quei momenti. Sono diverso io, diversi gli altri, i tempi e tutto quel che è accaduto nel frattempo, però mi aggrappo voglio aggrapparmi ancora ad una cosa:
in un momento di totale silenzio, se mi soffermo a guardare il viso di te, compagna, madre, padre, nipote, sorella, amica e amico, che siedi insieme a me, se anche tu lo fai insieme a me, forse potremmo sentire una comunicazione di tali e tante cose che non immagineremmo, almeno non prima che quel pudore ci faccia dire sorridendo d’imbarazzo: “perché mi guardi ?”.

Forse per poco, forse no, ma dentro c’è tutto l’inespresso, che c’è ma che seppelliamo sotto l’abitudine, tra le cose scontate, i falsi valori, le sbuffate, le vergogne, le liti o anche solo incomprensioni. Voglio trattenere quell’attimo.
E se il guadagno è anche un’occasione in più di sentirmi nudo e provare quel sentimento che mi mette un nodo in gola perché so di non voler restare a contemplare una fotografia che mi guarda a sua volta, di non voler avere solo ricordi di un abbraccio o di una carezza da dare e ricevere, di un bacio d’amore quasi sofferto, allora è pur vero che non so se il Natale abbia più un vero senso però so che non potrei rinunciarvi.

Dopotutto il senso glielo possiamo dare solo noi, perché questo tipo di Natale quello del consumo, del “c’è il regalo da fare” il pranzo da preparare, la gente da invitare, la buona azione da fare e che persino la Chiesa in fondo ha venduto, quel Natale noi lo abbiamo smascherato, lo sappiamo tutti, ma poi non lo abbiamo riempito di nient’altro che di quello che detestiamo.

C’è qualcosa di bello nell’essere adulti e farsi queste domande ? Forse, ma a me pare quasi solamente una consolazione per non poter restare bambini. Non ho soluzioni né messaggi di speranza da dare e magari tutto questo è solo banale e sconclusionato.

I’m dreaming of a white Christmas, just like the ones I used to know…

Alternative

 

 

 

alternativesIl nostro mondo ha posto per tutti.
Vuoi essere alternativo, ti servono alternative ? C’è pronto il gadget da comprare da appuntarti addosso perché ti renda diverso da quella massa informe che sono i consumatori venduti ai “consigli per gli acquisti”.
Combatti il sistema, batti inesorabilmente lo smartphone feticcio con il nuovo prodotto che monta Linux.
E’ vero costa comunque 299 euro però tu non pagheresti qualcosa in nome della lotta dura e senza paura ?
Domani potrai andare in giro anche tu con lo sguardo in stile “blue steel” e quando qualcuno per la strada ti guarderà scuotendo la testa  “gioventù bruciata… dove andremo a finire di questo passo ?”, tu farai quel gesto che scompiglierà le carte del destino mondiale: estrarrai il tuo nuovo Linux-fonino dal quale si sprigionerà un’energia che sconfiggerà tutto il vecchiume ed il conformismo.

Ok, vuoi dare uno schiaffo a Facebook ? Da oggi puoi farlo e ridendogli in faccia per giunta.
Sì perché negli Stati Unti ops Uniti (e dove sennò?) quando vorrai pagare qualcosa, basterà mandare un messaggio ed il gioco è fatto. Chatti e paghi. E magari tu sei convinto di parlare con una tua amica ed invece stai pagando qualcun altro. Il brutto sarà quando litigherai con l’amica per un pagamento inopportuno.
Ah sì, lo schiaffo a FB. Sì perché ci stavano pensando anche loro a questa app, ma… troppo tardi.
Vabbè, cambieranno una virgola e potrete sempre usare la loro.


Ennesima passeggiata per la strada al fine di attirare le molestie verbali. Bari come New York, e chissà se se ne sono accorti del cambio di skyline.
Non è che ora qualsiasi ragazza che cammina per strada lo fa per… “Ci dica, quante molestie ha ricevuto ?”
“Le stesse di sempre ma ora posso parlarne sui social”.
E’ un peccato perché oramai è più importante il gesto in sé, più che il significato che sta dietro.
Eppoi si sa come funziona, se non c’è un aumento della dose, un passaggio ad un discorso più approfondito, tutto diventa normale come un fatto di costume.
Anzi pensate che a me queste passeggiate reiterate che Repubblica non manca mai di pubblicare cominciano a dare sui nervi, tanta è l’inutilità sociale. (*)


L’Huffington Post intanto ci fa sapere che l’antipolitica considera Grillo parte integrante del “Palazzo” e si rivolge a Salvini. Niente di strano, lo sforzo intellettuale non è stato gravoso (ok è stato zero) dato che per tante questioni hanno avuto le stesse posizioni. E’ sempre un’alternativa.
Solo che Salvini con la sua Lega Nord è sempre stata la ruota di scorta forata di Forza Italia / PDL, ma questo serve ricordarlo ? Non in Italia dove è risaputo che la fine del mondo c’è stata innumerevoli volte ed ogni volta riappare l’essere umano dal nulla.


Alla fine lascio sempre la chicca quando sono fortunato e riesco a trovarla.
Stavolta è andata bene ed ecco a voi un caso in cui la realtà è influenzata dalla finzione. Praticamente come avviene sempre.

A Brescello il parroco è andato in processione presso la riva del Po, portando un grande crocifisso per scongiurare la temuta piena in questo periodo di piogge abbondanti in tutta la zona. Come nel film di Don Camillo.
Insomma il Po come Attila, il parroco come un Papa Leone.
Dove sta la cosa divertente ? Da nessuna parte.
Capisco la paura, capisco il raccomandarsi a qualcuno che nonostante tutto da oltre 2000 non ha mai risposto a nessuno senza far ricorso alla fede della risposta, capisco tutto.
Epperò il parroco ha anche aggiunto (giustamente aggiungo io) che “Questi disastri naturali – ha sottolineato il parroco di Brescello – sono colpa anche dell’uomo che sfrutta eccessivamente e in maniera sbagliata il territorio”.
Immagino quindi i dubbi del Redentore con da un lato la pietà verso le persone che risentirebbero malamente di un disastro qual è sicuramente un’alluvione, ed il lato pedagogico dato che se intervenisse a scongiurare la catastrofe non si vede come l’uomo potrebbe trarre un insegnamento. D’altra parte è quasi certo che chi subirebbe il danno potrebbe essere chi non ha colpe in tutto questo.
Che fare quindi ? Forse è per questo che Dio non interviene mai ?
Intanto, riporta la notizia, il fiume ha smesso di crescere e qualcuno si chiede se sia merito delle preghiere. O forse del fatto che la pioggia è meno intensa ed il fiume riesce a svuotarsi meglio ma non importa, ve lo concedo, del resto com’è che si dice ? : la fede salva l’anima.
E pure le cattive coscienze.
Concludendo non è vero che chi non crede agli interventi divini si affida al caso. Il caso non esiste, le cose accadono sempre per un motivo. A volte lo sappiamo e lo accettiamo, altre lo sappiamo ma in fondo non ci piace che sia così. Poi accade anche che qualcosa non la si sappia spiegare, ma non è forse vero che non sapevamo nemmeno spiegare l’eclissi di sole, le malattie e tantissime altre cose ?
Abbiate pazienza e nel frattempo, date una mano a Dio. Magari anche aD IO.

 

(*) Poi quando avvengono queste cose, il mio lato gomblottista mi fa pensare che era proprio l’anestesia che si stava cercando. Il minuto successivo però prevale quello che secondo me è il mio lato razionale ed allora arrivo a pensare che no, non era voluta. L’anestesia è un effetto secondario (e la si lascia fare) di una notizia capace giusto giusto a riempire un trafiletto e farci cliccare perché la “camminatrice” è una ragazza decente e dopo il click ti attende la pubblicità dell’ultima idea per un Natale più vero del vero.
Infine mi rendo conto che non è nemmeno questo che me lo fa pensare, ma è un discorso per il quale varrebbe la pena scrivere un altro post. Lo dico per me eh, un auto-esamino di coscienza insomma.

Natale, Grillo e gli altri.

Secondo il TG4, ieri l’ESA ha distrutto i sogni di centinaia di milioni di bambini che pensavano che a Natale le comete fossero di cartoncino e glitter e trascinando così l’umanità in una pericolosa deriva atea e quel che è peggio, spalancando le porte all’anticristo.


Intervento delle FEMEN durante la trasmissione di Santoro “AnnoUno” (e spero di aver azzeccato l’anno). La protesta verteva sull’intervento del Papa a Strasburgo e di conseguenza sull’ennesimo attacco alla laicità delle istituzioni.
In polemica con le rappresentanti del movimento femminista, l’imprenditore Gian Luca Brambilla se ne va dallo studio quando gli sarebbe bastato gettare loro addosso delle magliette, recitando un AveMaria.


Legge di Stabilità.
Vendola (Sel): “Chiamparino è un volenteroso e un’ottimista. Questa manovra è insostenibile, le regioni si schianteranno. Si sta dando un colpo al cuore del sistema Sanitario nazionale, del trasporto pubblico locale e dei servizi sociali. Sei miliardi duecentocinquanta milioni di euro di tagli, più i mancati introiti dell’Irap, che serve a finanziare il Sistema Sanitario, più il rischio del default delle province, si può far quadrare il cerchio? Io penso di no, i miei colleghi più renziani pensano che lo si possa fare, io non ci credo. Si sta andando verso una direzione nella quale le Regioni servono, ma sono la sputacchiera dei cittadini, nel senso che alla fine con qualcuno se la dovranno prendere” (F.Q.)
<attendere prego…….>
Chiamparino ed i renziani mentono sapendo di mentire, questa manovra è insostenibile per Regioni, Servizio Sanitario Nazionale, trasporto pubblico, servizi sociali e le provincie. Tra tagli e minori introiti mancheranno le risorse e le Regioni da utili che dovevano essere diventeranno il bersaglio dei cittadini.
(Discorso ridotto del 60,3% con VendolaZip)


“Schedatura” scuole gay friendly, la Diocesi di Milano chiede scusa. (F.Q.)
Però i numeri di telefono dei ragazzi li possiamo avere lo stesso ?
Cei, appello dei vescovi: “I preti pedofili non siano abbandonati a loro stessi”
Poi non dite che non ve l’avevo detto eh !?


Ruby bis, pene ridotte in appello a Milano: 6 anni a Mora, 4 a Fede e 3 a Nicole Minetti.
In primo grado l’impresario e il giornalista erano stati condannati a sette anni ciascuno e l’ex consigliere regionale lombarda a cinque. L’ex impresario: “Non mi pento, altrimenti non sarei un uomo” (Repubblica.it)

Vi ho mai accennato del fenomeno di ribaltamento dei valori?

 



And last but not least
(tenetevi forte):

Le opinioni delle donne? Sono condizionate dallo sperma dei loro uomini.
L’Olocausto? Non c’è prova che Hitler ne fosse informato.
Mussolini ha aiutato gli ebrei.
(L’Espresso/Repubblica.it)

Sono alcune opinioni di Janusz Korwin-Mikke, evidentemente condizionate dallo sperma di quei famosi uomini sopra. Korwin-Mikke è il politico polacco con cui Beppe Grillo, insieme a Farage, ha rimesso in piedi il gruppo parlamentare EFDD a Bruxelles.
“Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla…”
Voltaire !!!… per cortesia, non è il momento eh !?

altro che perdonare…

Non penso positivo, però son vivo però son vivo.

Non penso positivo, però son vivo però son vivo.
No, lo so che non faceva così però per me andrebbe benissimo.

In realtà quando ho aperto questo blog, avevo intenzione di parlare dei fatti del mondo a cominciare da quelli dello stivale dove abito ed al quale è stato affibbiato il nome di un formaggio.
Poi uno si rende conto di quanto possa essere azzeccato e certamente non per il nome.

Non che non ci siano argomenti dei quali parlare, ma appena mi ci metto mi viene il mal di testa e lo sconforto, per cui mi viene più facile (mi viene più facile?) parlare dei miei mal di testa piuttosto che delle mirabolanti peripezie di chi le pensa tutte per prenderci per il culo e nel contempo farci pensare che lo fa per il nostro bene.
In conseguenza di ciò mi vedo costretto a cambiare un po’ la “ragione sociale” di questo blog per quel che riguarda il sottotitolo ma per ora non mi viene in mente niente che possa stare in meno di dieci parole, per cui quel migliore dei mondi possibili, sarà anche un po’ il mio di mondo che certo non è il migliore possibile, ma in fin dei conti nemmeno il peggiore. Diciamo che è mh-mh, ma lasciamo perdere.

Non ricordo dove l’ho letto o se qualcuno me lo disse, però una volta sentii che la felicità non è mai stata foriera di profondi pensieri e considerazioni.
Magari non è necessariamente così, però per esperienza personale ho visto che di solito è proprio così che funziona per cui se non sopportate la lamentela, il dolorino proprio qui tra la scapola e la spalla o al centro del petto, forse davvero non c’è niente da vedere qui.
Per dire, a me non me ne frega un cavolo di far finta che se penso positivo l’universo cospira per la mia riuscita.
L’universo manco sa che esisti e tu pensi che arriverebbe a cambiare financo le leggi della fisica per te ?
Me posso appoggià ? Ma lllevate eh !

Ché uno una volta (fosse una sola) m’ha detto: “Guarda Vincitore” (Vincitore e t’ho detto tutto) “guarda Vincitore, perché non ci vieni a trovare che parliamo un po’, magari recitiamo, vedrai che la tua vita cambia, metti un po’ di cause positive, vedrai vedrai”… che manco Luigi Tenco.
Ci sono andato eh.
E anche tante volte ma intervallate da qualche anno, quindi non mi si può dire che io abbia snobbato questa cosa.

Oh, non ce la faccio a stare lì a pregare davanti ad un muro o ad un pezzo di carta. Non ce la faccio nemmeno davanti alla raffigurazione di un uomo martoriato ed inchiodato su due pezzi di legno incrociati che già mi rappresentano almeno qualcosa, anche culturalmente dico.
Non ce la faccio a dire (male) cose di cui non ho la più pallida idea di cosa significhino. Lasciamo perdere la questione filosofica di questa cosa che mi ci vorrebbe una vita di cose da dire.

Che poi lo so, è solo un mantra e questo però è vero: i mantra aiutano a sgombrare la mente, l’ho sperimentato su di me.

Un periodo di particolare tensione nella mia vita, ho provato a ripetere forsennatamente nella testa una preghiera qualsiasi così a sfinimento.
Alla fine non sapevo più nemmeno cosa stavo dicendo però ti sgombera la mente perché sostituisci ciò che diventa un nonsenso al casino che hai nella testa.
Ma da qui a farla diventare qualcosa di magico, ce ne passa.

Per dire, potrei raccontarmi l’intera Iliade se solo me la ricordassi e sarebbe lo stesso.
E così niente, ho deciso di rinunciarvi definitivamente.
Insomma se vogliamo essere amici possiamo esserlo anche se tu sei buddhista della Soka Gakkai (ecco l’ho detto) ed io al massimo un agnostico.
Una cosa buona però c’è stata: l’unico che non tenta mai di convincermi a praticare è un amico d’infanzia che sa e mi rispetta, come io rispetto lui del resto. E gliene sono grato.
Anzi, è stato pure l’unico che mi ospitò a casa sua, quando non avevo nemmeno un posto al coperto dove andare a mangiare qualcosa.
Non so se sia stato quello che fai a farti essere così, per me lo sei perché viene solo da te e sappi che ti voglio bene e te ne vorrò sempre, qualsiasi cosa ci potrà capitare.

Ecco, queste sono alcune delle rare fortune che ti possono capitare: buoni amici. Ed io ne ho alcuni che sono davvero speciali.
Eeeeeh ! Sarai mica l’unico eh !? Eppoi quanto sei scontato.
Sì, magari è vero è scontato, ma la vita non costa già abbastanza da poter pensare di avere uno sconticino ? Eppoi oh, non avevamo detto di essere positivi ? E perché quando posso esserlo, non dovrei ?